mercoledì, 08 settembre 2010
Musica
I Tazenda in concerto a Villacidro
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Nonostante si siano presentati in ritardo di mezz' ora, il 31 agosto, nel parcheggio del centro commerciale Sant' Ignazio a Villacidro, i Tazenda hanno saputo intrattenere il pubblico presente fino alla fine del concerto esibendo alcune delle loro più famose canzoni ed altre che ancora devono fare successo presenti anche nel loro ultimo album. L' ultimo album dei Tazenda si chiama “Vida”. Non solo ritrae le loro migliori vecchie canzoni, ma ne possiede anche delle nuove tra cui un duetto con Eros Ramazzotti. Il concerto è stato energico e divertente nonostante mancasse il grande Andrea Parodi (ex cantante dei Tazenda deceduto qualche mese fa) sostituito dall' altrettanto bravo Beppe Dettori, già conosciuto nell' ambiente musicale sardo. Prossime tappe: 8/9/2007 all' anfiteatro romano di Cagliari; 13/9/2007 a Uri, in provincia di Sassari; 16/9/2007 a Decimoputzu, in provincia di Sassari; 1/10/2007 a Serrenti in provincia del Medio Campidano e infine il 6/10/2007 ad Aggius in provincia di Olbia-Tempio.

Scritto da Flavio   
09/09/2007
 
CHICHIMECA
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La band sarda Chichimeca nasce nel 2000 per volontà di Claudia Crabuzza, autrice di testi e cantante (attiva in passato con i Tazenda), Fabio Manconi, compositore e fisarmonicista, e Andrea Lubino, percussionista e batterista. Sin dalle prime prove in studio i musicisti operano una ricerca che sposa la tradizione mediterranea con il calore ma anche con i problemi sociali del centro e del Sud America (Chiapas, America Latina). Non a caso dunque scelgono Chichimeca come proprio nome, un termine derivante dall’antica lingua olmeca messicana e che significa “barbari”, dichiarando esplicitamente la propria identità di persone libere e nomadi, un’intenzione espressa sottoforma di cantautorato folk con suoni ora dolci, ora ruvidi, festosi ma anche nostalgici.
Le prime esibizioni dei Chichimeca avvengono nel 2001 con concerti che servono a rodare anche dal vivo le proprie canzoni, ma è nel 2002 che la formazione acquista nuovi elementi quali l’estroso chitarrista (anche lui in passato con i Tazenda) Gianluca Gadau, il bassista Massimo Canu, il violoncellista Giovanni Macciocu e il percussionista Gianni Menicucci, attuale produttore artistico del gruppo. Con questo nuovo ensemble il loro suono diviene ancor più definito ed energico e la brava Claudia Crabruzza dimostra di essere una carismatica interprete, melodica quanto energica. Da sottolineare poi è che il repertorio del gruppo viene “impreziosito” da alcune composizioni di Luigi Marielli, gia autore nei Tazenda, che li aiuta nella scrittura del loro album d’esordio “Barbari” , edito dall’etichetta sarda Tajrà e distribuito da Audioglobe.




Raccontare un viaggio.
Ci vuole tempo.
Molto più di quello impiegato nel farlo.
Cinque volte tanto, almeno, forse sei.
In tutti i sensi.
Tutti i sensi potrebbero raccontarne uno
e non sempre la storia narrata dagli occhi
è la stessa vissuta dal naso.
Le orecchie captano e memorizzano tesori ritmici e armonici,
Spezie ed essenze percepite come gustose melodie.
Ma quando le mani sfiorano la parte più intima del silenzio
allora il viaggio diventa visione,
sparizione, apparizione, persino evasione,
anche solo per un po’, nel tentativo legittimo
di rigermogliare ovunque.
Dall’Argentina fino alla Mesoamerica
lungo la spina dorsale del Sudamerica
poi si torna a casa, nell’isola.
Altrimenti che si parte a fare
se non hai un posto dove tornare?
Lo sanno i nostri vecchi, inconsapevoli,
grandi, viaggiatori, genitori.
Lo sa chi pratica l’evanescenza come salvezza dell’intimità.
Ma i conti si fanno sempre e comunque in piazza,
a San Cristóbal come a Bortigiadas,
a capodanno o in una calda notte di luglio.
In piazza si condivide il tormento
della coscienza volutamente fuori posto.
Si dibatte sulla permanenza ad ogni costo
fino alla ripartenza per destino, per sopravvivenza.
Sulla comune esperienza della disobbedienza
come linfa vitale della speranza
inseguendo possibili mondi giusti.
Lo sa Ramona, aspetta, non fugge,
osserva la lotta, domestica, assurda
guerra per amore, per terra.
Mentre nella civiltà del privilegio,
laddove pure le scarpe lo sono
qualcuna ha ancora voglia di camminare scalza.
L’Atlantico è profondo e affollato
specie sotto il cielo celeste malvino.
Angeli biondi sorvegliano acque increspate
signori in divisa insonni parlano
del probabile destino dei vivi.
E tu voli e sorvoli quell’acqua maledetta
finché il cuore non ti diventa di creta.
Anime nomadi.
Ci sposteremo ancora
verso territori diversi.
Uomini e donne senza volto
battuti ma non vinti.
Barbari, visionari, Chichimeca
che suonano musica meteca
che non hanno diritto al voto
che non hanno potere di veto
ma che hanno desio di vita.

Gianni Menicucci

WWW.CHICHIMECA.IT
Scritto da mauritziu   
26/05/2007
 
Brian Head Welch, chitarrista storico dei KORN, lascia la band per la... religione!
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MTV.com riporta la notizia secondo la quale Brian Head Welch ,chitarrista nonchè uno dei membri fondatori dei Korn, vorrebbe lasciare la band per dedicarsi alla religione Cristiana.
 La band tramite un comunicato ha rilasciato questa affermazione:
 "Lascia i Korn Brian Head Welch, che ha scelto Gesù Cristo come suo salvatore al quale dedicherà tutti i suoi guadagni musicali. I Korn rispettano la sua scelta e augurano a lui di trovare la felicità che sta cercando".
 Sembra, inoltre, che l'8 febbraio Welch abbia scritto una lettera di dimissioni al management della band nella quale elenca una lista dettagliata di motivi che lo hanno spinto a fare questa scelta. Nell'elenco sono comprese visioni discordanti in merito ai valori morali delle canzoni e dei video dei Korn. Sembra che il chitarrista si sia sentito offeso per il modo in cui viene raffigurato nel video della canzone cover dei Cameo "Word Up" realizzato di recente a seguito della pubblicazione del "Gratest Hits Vol.1". Nel video il volto dei Head è sovraimpresso al muso di un cane che controlla uno strip club.
 Domenica Welch  ha intenzione di spiegare più precisamente la sua decisione di lasciare i Korn in concomitanza con la sua presenza al Valley Bible Fellowship a Bakersfield in California. Il 28 febbraio Head partirà per Israele.
 
 I Korn sono al momento impegnati nella fase di registrazione del loro nuovo album che dovrebbe essere pronto per settembre.
 Jonathan Davis ha rilasciato che: tre canzoni sono già pronte mentre altre 7/8 sono attualmente in lavorazione. A quanto pare le nuove canzoni saranno 'heavy' con qualche groove tipicamente funky all'interno, ci sarà screaming nonchè un cantato normale. La band sembra molto soddisfatta di ciò che sta realizzando.
 Il nuovo cd inoltre sembrera quasi "una via di mezzo tra 'Follow The Leader' e 'Issues'".
Scritto da mauritziu   
26/05/2007
 
Perfect Circle -
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Tool, nella persona di Maynard Keenan e Billy Howerdel, schierano i loro A Perfect Circle per parlare di pace. E chi non lo fa, di questi tempi? I tour promozionali, le canzoni di protesta, la carta dei giornali gonfia di condanne e rammarico. Ma gli APC sono un gruppo stimato, dedito a rock di mole ponderante, e il solo atto di presenza non sarebbe bastato. Troppo rischioso, ci hanno messo due album per guadagnarsi lo status di band a sé, e non di vacanza estemporanea dalla scrivania dei Tool. Ebbene, il contributo alla causa della pace gli APC lo versano in forma di cover, un inedito e una cover di se stessi. La scelta è la più varia, tra gli altri ci sono due mausolei della cultura pop come “Imagine” e “What’s Going On”, fino a scelte più vicine al territorio dei Nostri. Canzoni di libertà e rifiuto della guerra, che non aggiungono niente alla band. Anzi, ci sarebbe da restare delusi, se il confronto con note non proprie non avesse cavato l’essenza da questi rudi virtuosi. Addirittura c’è chi li considera dei metallari timidi, gente di clava e turbine a tratti carezzati da una morbidezza latente, che dava controllo al greve e all’arrabbiato. Ecco: la morbidezza, la lentezza e il misurato con grazia ottengono il primato proprio nelle canzoni altrui. C’è del bello, non è incapacità di pigiare sull’acceleratore.
 
 Con “Anihilation” dei Crucifix i passi lenti di “eMOTIVe” aprono sottovoce, anche se pare già una promessa di lotta. I passi silenti della pantera, prima dello scatto. Invece proprio “Imagine” riporta in una dimensione differente. Non è un album degli APC, e ogni brano fa per sé. “Imagine” viene rispettata, fin troppo. Sarà la sacralità del brano, ma perché allora “What’s Going On” è irriconoscibile? John Lennon e Marvin Gaye sono i calibri grossi, per il resto si viaggia più agili. I Devo, i Depeche Mode, i Black Flag. Con i Led Zeppelin si resta in casa, sono i maestri, e il confronto in “When the Levee Breaks” è piuttosto un omaggio. La chiusura con Joni Mitchell riporta il silenzio in “The Fiddle and the Drum”, piano, lento, sussurrato ma ancora potente. La carrellata recitata in questo modo pare una cascata, ma quando gira il disco più che la forza dei marosi c’è la spinta delle maree. Il messaggio passa, anche se dopo tanta buona musica resta poco in mente. Le stoccate mancano del tutto, per quelle si dovranno aspettare gli altri album.
 
 Due rischi. I fan degli APC potranno restare disillusi, nonostante tanta celebrazione di vellutatezza. Un unicum, da apprezzare, anche se mancano le insegne classiche della tribù. Invece, chi non ha niente da chiedere agli APC potrebbe godersi il cd, o offendersi per il trattamento di qualche classico. “What’s Going On” è il primo su cui versare qualche lacrima. Fatti salvi questi due partiti bisogna ammirare l’abilità degli APC nel trattare la pace, che hanno lasciato dolce, priva di rabbia. Ne hanno preservato l’integrità, pur dandogli la forza di fare muro contro la prepotenza della guerra.
Scritto da mauritziu   
26/05/2007
 
QUINTORIGO
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JOHN DE LEO voce ANDREA COSTA violino GIONATA COSTA violoncello STEFANO RICCI contrabbasso VALENTINO BIANCHI sax Quintorigo è un gruppo musicale che si contraddistingue per l'originalità del suono e dell'organico: una voce, un sassofono, un violino, un violoncello ed un contrabbasso. Giocando ironicamente con strumenti della musica classica, questo insolito ensemble è riuscito a combinare una miscela esplosiva di generi musicali apparentemente agli antipodi: dal pop al free jazz, al grunge e, naturalmente, alla cosiddetta "musica colta". Questo impegno nella ricerca di nuove sonorità si esprime nel loro primo CD promozionale, dal titolo Dietro le Quinte. Oltre alla vasta esperienza live in tutta Italia, Quintorigo vanta alcune apparizioni in trasmissioni televisive in onda sulle reti nazionali RAI, e la recente qualificazione alla finale del concorso nazionale "Arezzo Wave '98", che lo porterà sul prestigioso palcoscenico della località toscana. In concerto, Quintorigo propone brani dipropria composizione estratti da questo suo primo CD, accanto a reinterpretazioni di brani rock di artisti quali Jimi Hendrix, David Bowie, Nirvana, nonché standard jazz di autori leggendari come Miles Davis, Fats Waller e Herbie Hancock. Numerose le collaborazioni che i singoli componenti hanno al proprio attivo: con Andrea Bocelli, Ray Gelato, Bruno Tommaso e Teresa De Sio.                                                                                      John De Leo, nato a Lugo, in provincia di Ravenna, il 27 maggio del '70, è una delle giovani voci più interessanti e promettenti che il territorio romagnolo, così ricco musicalmente, offre all'affinato orecchio di un pubblico sempre più competente. Già in tournée con il gruppo Blues Mobile, si esibisce in duo con il chitarrista Fabrizio Tarroni e con il gruppo blues Green Onions, la cui colonna portante è Pippo Guarnera, organista hammond di Zucchero Fornaciari. John De Leo fa inoltre parte dei Metissage, diretti dal chitarrista GabrieleBombardini, gruppo multietnico con cui, al fianco di ospiti d'eccezione quali Teresa De Sio, la pianista jazz Rita Marcotulli e l'organettista Ambrogio Sparagna, ha inciso nel '97 il CD omonimo (Metissage), edito da Il Manifesto in collaborazione con l'associazione SOS Razzismo. Con Quintorigo, gruppo impegnato nella ricerca di nuove sonorità, John De Leo è reduce dal successo al festival di Sanremo '99, dove con il brano Rospo si sono guadagnati tra le giovani proposte il prestigioso premio della critica. Il quintetto, giocando ironicamente con strumenti classici, dagli archi dei fratelli Costa, il violino di Andrea ed il violoncello di Gionata, al contrabbasso di Stefano Ricci, avvalendosi del sax di Valentino Bianchi e dell'abile ugola di John, passa con nonchalance dalla reinterpretazione di brani rock di Jimi Hendrix, Rage Against The Machine, Nirvana, a standard jazz di Miles Davis, come pure di Fats Waller ed Herbie Hancock, non mancando di proporre pezzi di propria composizione. Dopo il primo CDpromozionale, autoprodotto e pubblicato con il titolo Dietro Le Quinte, i Quintorigo hanno dato vita al disco Rospo, uscito nel '99 per la Universal. E' di settembre 2000 la loro ultima incisione, sempre per la Universal, dal titolo Grigio. Valentino Bianchi, nato a Cesena, Forlì, il 28 novembre 1974, ai sassofoni tenore, contralto e soprano, diplomato al conservatorio di Bologna, proviene da esperienze jazzistiche e si esibisce tuttora in Italia e all'estero con il gruppo Good Fellas, che collabora frequentemente con il re del jumping jive Ray Gelato, con cui ha inciso due CD. Andrea Costa, nato a Cesena (Forlì) il 7 gennaio '71, violinista diplomato al conservatorio di Pesaro, fine esecutore, è un musicista molto richiesto nelle sezioni archi delle migliori orchestre classico-contemporanee, spesso come primo violino. Vanta tournée in Germania con il cantante Andrea Bocelli. Stefano Ricci, nato a Fusignano (Ravenna) il 12 novembre 1968, diplomando in contrabbasso al conservatorio di Cesena,suona ed insegna anche basso elettrico. Musicista eclettico ed ironico, capace di passare dal punk al jazz contemporaneo, ha all'attivo la partecipazione allo spettacolo dal titolo "Il Vento", con l'orchestra Musica in Gioco diretta dal musicista-compositore Bruno Tommaso. Il CD omonimo, registrato dal vivo nel '96, è stato prodotto da Ravenna Teatro in collaborazione con Europe Jazz Network. Gionata Costa, nato a Cesena (Forlì) il 28 agosto 1973, diplomato in violoncello con il massimo dei voti presso il conservatorio di Ravenna, è anch'egli, come il fratello Andrea, assai richiesto come musicista in orchestre classiche. Suona inoltre la chitarra nel gruppo jive dei Good Fellas. Nel Quintorigo, Gionata si avvale, applicandoli al suo violoncello, di alcuni effetti tipici della chitarra elettrica, quali distorsore e wha-wha, un'interessante novità che caratterizza ulteriormente il suono globale del gruppo.
Scritto da mauritziu   
26/05/2007
 
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